SONETTO 190
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Una candida cerva sopra l’erba
verde m’apparve, con duo corna d’oro,
fra due riviere, all’ombra d’un alloro,
levando ’l sole a la stagione acerba.
Era sua vista sà dolce superba,
ch’i’ lasciai per seguirla ogni lavoro:
come l’avaro che ’n cercar tesoro
con diletto l’affanno disacerba.
«Nessun mi tocchi - al bel collo d’intorno
scritto avea di diamanti et di topazi -:
libera farmi al mio Cesare parve».
Et era ’l sol già vòlto al mezzo giorno,
gli occhi miei stanchi di mirar, non sazi,
quand’io caddi ne l’acqua, et ella sparve.
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F. PETRARCA;Sonetto 190in Canzoniere, 1335-1374
PIO
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Pio bove un corno. Pio per costrizione,
pio contro voglia, pio contro natura,
pio per arcadia, pio per eufemismo.
Ci vuole un bel coraggio dirmi pio
e a dedicarmi perfino un sonetto.
Pio sarà Lei, professore,
dotto in greco e latino, Premio Nobel, che
batte alle chiuse imposte con ramicelli di fiori
in mancanza di meglio
mentr’io m’inchino al giogo, pensi quanto contento.
Fosse stato presente quando m’han reso pio
le sarebbe passata la voglia di far versi
e a mezzogiorno di mangiare il lesso.
O pensa che io non veda, qui sul prato,
il mio fratello intero, erto, collerico,
che con un sol colpo delle reni
insemina la mia sorella vacca?
Oy gevà lt! Inaudita violenza
la violenza di farmi non violento.
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P. LEVI, Pio in Ad ora incerta , 1984
IL BOVE
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T’amo, o pio bove; e mite un sentimento
di vigore e di pace al cor m’infondi,
o che solenne come un monumento
tu guardi i campi liberi e fecondi,
o che al giogo inchinandoti contento
l’agil opra de l’uom grave secondi:
ei t’esorta e ti punge, e tu co ‘l lento
giro de’ pazienti occhi rispondi.
Da la larga narice umida e nera
fuma il tuo spirto, e come un inno lieto
il mugghio nel sereno aer si perde;
e del grave occhio glauco entro l’austera
dolcezza si rispecchia ampio e quieto
il divino del pian silenzio verde.
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G. CARDUCCI, Il Boce, in Rime nuove, 1906
IL LUPO
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Sul mio corpo di letto e tovaglia
un cannibale trascina la mascella
Le betulle si piegano torbide –
io sto – magra come un’ascia.
Vieni a prendermi.
Un taglio nel ferro il sentiero
fino alla bocca e al sudore
legno marcio nel fiume.
Non volevo i tuoi denti
i miei nervi trafitti –
Volevo l’aroma dei fiori secchi
ma so di stivale nel fango.
Ho percorso la lama fin dove
incide fino alla bocca e al sudore.
Non un frammento rimane.
Occhi in un buco d’ossa.
L’oceano la pancia.
Tu sei oscuro come il tempo
dell’anima come il calore
delle notti. Intorno
la linfa è un vortice negli alberi.
(Londra, novembre 2002)
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F. MATTEONI, Il Lupo, in Artico , 2005
L'ANGUILLA DEL RENO
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Adesso sì, sorella, e più di prima,
se guizzi disperata tra scoli d’atrazina
e getti d’olio vischioso;
o se colpisci di coda, estenuata,
la carezza dell’onda di fosfati che s’annera
sulla ghiaia della riva
(la riva, il greto,
il melmoso sabbione
frugati dalle torce delle squadre,
sfrecciano via elicotteri, lampeggiano
bluastre le sirene bitonali)
se adesso persino il Baltico è perduto,
circoscritto il viaggio
nell’armilla d’incendi e d’esplosioni,
e ti rituffi ai relitti, ai tesori del fondo,
chiglie corrose e catene d’ancoraggio,
a precipizio per correnti verticali, masse d’acqua
più fredde, dove scopri il tuo brivido,
un istinto di nuoto, perché il mare
è un profumo lontanissimo, il sospetto
di un sogno interrotto poco prima dell’alba,
quanto basta alla pinna e al tuo testardo
palpito delle branchie, per strappare
un attimo all’asfissia, un’idea di vita
all’evidenza dei fatti, l’ultima sfida all’ansia, un’utopia
alla paura di tutti.
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F. PUSTERLA, L'anguilla del Reno, in Bocksten , 2003
LE ANGUILLE DEL RENO
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Le anguille che ci arrivano dal RenoÂ
G. ORELLI, Le angiulle del Reno, in Spiracoli, 1989
L'ANGUILLA
L’anguilla, la sirenaÂ
E. MONTALE, L'anguilla, in La bufera e altro, 1956
LA DIFFERENZA
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Penso e ripenso: - Che mai pensa l’oca
gracidante alla riva del canale?
Pare felice! Al vespero invernale
protende il collo, giubilando roca.
Salta starnazza si rituffa gioca:
né certo sogna d’essere mortale
né certo sogna il prossimo Natale
né l’armi corruscanti della cuoca.
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Ma tu non pensi. La tua sorte è bella!Â
G. GOZZANO, La differenza, in La via del rifugio, 1907
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L’urlo all’alba del maialeÂ
F. BUFFONI, Nella casa riaperta, in Il profilo del Rosa, 2000
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Quando si specchia trovaÂ
M. LODOLI, Canzoniere per una barboncina, 1994
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